Psicologa per bambini e adolescenti a Cles
Difficoltà emotive nei bambini e negli adolescenti
Le emozioni dei bambini parlano di rado la lingua degli adulti. L'ansia diventa un mal di pancia della domenica sera, la paura una serie infinita di «ancora cinque minuti» prima di dormire, la tristezza un bambino che gioca meno e non sa dire perché. Negli adolescenti la porta della camera si chiude, e capire che cosa succede dietro diventa il pensiero fisso dei genitori.
La buona notizia è che le emozioni, anche quelle che sembrano troppo grandi, si possono imparare a riconoscere e attraversare. È il lavoro che la dott.ssa Rizzardi fa a Cles con bambini, ragazzi e genitori: dare un nome a quello che si muove dentro, e strumenti per non esserne travolti.
Quando un'emozione diventa una difficoltà
Paure, malinconie e arrabbiature fanno parte del crescere, e la maggior parte passa da sola: non ogni pianto ha bisogno di uno psicologo. Un'emozione diventa una difficoltà quando si irrigidisce: dura da settimane invece che da giorni, compare in quasi tutte le situazioni invece che in una, e soprattutto inizia a togliere pezzi di vita: la scuola evitata, gli amici lasciati, il sonno che salta, una famiglia intera che riorganizza le giornate attorno alla paura di uno dei suoi membri. È quel restringersi della vita il segnale da prendere sul serio.
Il lavoro con i bambini: nominare, capire, provare
Con i bambini non si lavora convincendoli che «non c'è niente di cui aver paura»: lo sanno già, e non li aiuta. Si lavora dando forma alle emozioni, spesso attraverso il gioco e il disegno, perché prima di gestire qualcosa bisogna poterlo vedere. Poi si costruiscono piccoli esperimenti alla loro portata: prendere confidenza, un passo alla volta, con ciò che spaventa; scoprire che l'onda dell'emozione sale ma poi scende; collezionare prove che ce la si può fare. Ogni passo riuscito è un mattone dell'autostima.
Con gli adolescenti: uno spazio che sia davvero loro
Un adolescente che accetta di parlare con uno psicologo sta già facendo qualcosa di coraggioso, e merita uno spazio a misura: riservato, diretto, senza traduzioni immediate ai genitori di ogni parola detta. I genitori restano dentro il percorso, con incontri dedicati e accordi chiari su che cosa viene condiviso, ma la stanza è del ragazzo. È spesso questa garanzia a trasformare il «tanto non serve a niente» dell'inizio in un appuntamento a cui si torna volentieri.
Quando serve di più: la psicoterapia
La dott.ssa Rizzardi è psicologa, e la chiarezza sui confini del proprio lavoro fa parte della serietà che le famiglie meritano: quando un quadro emotivo richiede una psicoterapia strutturata, lo dice apertamente e accompagna personalmente il passaggio, così nessuna famiglia deve cercarsi uno specialista da sola. Il primo riferimento sono gli psicoterapeuti dell'équipe dello Studio:
- A Cles riceve la dott.ssa Giorgia Morelli, psicologa e psicoterapeuta, punto di riferimento in particolare per gli adolescenti più grandi e per gli adulti; nelle altre sedi lavorano gli altri psicoterapeuti dell'équipe, anche dell'età evolutiva.
Non serve aspettare di avere la certezza che «sia qualcosa di serio» per chiedere un parere: anzi, il momento migliore per capire un'emozione che preoccupa è prima che abbia messo radici. Un colloquio è la via più diretta per togliersi il dubbio.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Cles:
PrenotaGli altri disturbi
Revisione clinica del 20 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Giulia Rizzardi - Ordine degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento — n. 1421.